martedì 24 marzo 2015

A proposito di Metropolitana - intervento all'incontro "Metro dopo metro" promosso dall'associazione Metro Rivoli

Ieri, 23 marzo 2015, si è svolto a Collegno, su iniziativa dell'associazione Metro Rivoli, un incontro dal titolo "Metro dopo metro", per aggiornare il territorio e accogliere suggerimenti sull'avanzamento della progettazione del prolungamento della Linea 1 fino a Rivoli. In quella occasione ho avuto l'onore di parlare a nome di OvestAria, l'associazione che nei comuni a Ovest di Torino si propone (traggo dallo statuto) di:
  • promuovere il territorio ad Ovest di Torino nel contesto metropolitano;
  • valorizzare genti e luoghi rendendo protagoniste le persone, associate e non;
  • lo scambio sociale, ludico, ricreativo e culturale, prioritariamente tra i propri soci.
Questo il mio intervento, condiviso con il Presidente Vittorio Billera ed il direttivo di OvestAria.


Voglio porgere il mio più sentito ringraziamento all’associazione Metro Rivoli per aver organizzato l’incontro di questa sera, in cui ho il piacere di parlare non a titolo personale, ma a nome del direttivo dell’associazione OvestAria, nata da poco e avente come scopo istitutivo la promozione sociale dei territori ad Ovest di Torino. Questa sera il nostro presidente, Vittorio Billera, che non è presente per impegni formativi precedentemente presi, ha lasciato a me il piacere della prima presentazione pubblica. Io, personalmente, spero che questa sia solo la prima occasione per riflettere e/o lavorare insieme sulle tematiche che accomunano OvestAria all’associazione Metro Rivoli.

OvestAria ha visto con interesse e simpatia la nascita di Metro Rivoli perché le riconosce di aver centrato uno dei temi più importanti per lo sviluppo e la promozione di un territorio: la sua infrastrutturazione. Sappiamo tutti che la zona ovest ha una storia secolare di urbanizzazione, che è da sempre un asse viario fondamentale per il collegamento con la Francia e che - il tessuto manifatturiero prima, ed industriale poi, che si è sviluppato intorno a tale asse viario - è sempre stato un tassello importante dell’economia dell’intera conurbazione torinese.

Sappiamo anche però che l’attuale congiuntura economica, le nuove dinamiche del lavoro e degli spostamenti, i crescenti problemi della situazione ambientale mondiale (e locale, visti gli allarmi lanciati soprattutto sulla qualità dell’aria di Torino) necessitano un ripensamento, un nuovo modo di organizzare e infrastrutturare il territorio che tenga conto di una molteplicità di fattori.

La metropolitana a Torino è arrivata tardi, lo sappiamo tutti, ma per fortuna non troppo tardi. La brillante intuizione di integrarla con le linee della Ferrovia Metropolitana servirà a sanare questo gap temporale e porterà esiti che – sono pronta a scommettere – saranno apprezzati da tutti.
È però evidente che il sistema di trasporto pubblico locale metropolitano potrà considerarsi realmente compiuto solo quando sarà il frutto di un disegno esteso non solo alla ciambella dei comuni limitrofi a Torino, ma all’intero territorio della provincia.

Per questo, nel rallegrarci per l’aver ottenuto il prolungamento della linea 1 fino a Rivoli, dobbiamo vegliare e sollecitare sia un ripensamento della rete del trasporto su gomma sia la creazione di un sistema di interscambio di facile utilizzo per gli utenti. Non si tratta, infatti, solo di realizzare un numero adeguato di posti auto, ma di renderli facilmente accessibili, economici, sicuri e integrati con la città. Ogni nuova infrastruttura, infatti, non deve essere pensata fine a se stessa, ma resa un volano di sviluppo per i quartieri che la ospitano.

Se è provato che la metropolitana porta importanti vantaggi ai territori che attraversa, penso al valore degli immobili e all’accessibilità dei servizi che sono ubicati lungo la sua linea così come alle ricadute ambientali e a quelle legate al risparmio di tempo negli spostamenti e all’abbassamento dei livelli del rumore – dobbiamo evitare che gli attestamenti si conformino come enormi parcheggi inutilizzati nelle ore notturne e privi di quelle attrazioni che potrebbero invece renderli un piacevole luogo di sosta per i pendolari che vi parcheggiano. Dobbiamo evitare il rischio di trasformare parte delle nostre città in semplici strutture di attraversamento senza cogliere le opportunità che questa situazione ci offre. Naturalmente non mi sto per forza riferendo alla creazione di nuove realtà commerciali. 

Penso invece che le sistemazioni ambientali e le ricadute sugli abitanti debbano essere tangibili e quantificabili. Probabilmente il ruolo che un’associazione come Metro rivoli deve perseguire è quello di essere di supporto alle amministrazioni proprio su questi temi.

Mi permetto di suggerire, prima che inizi un nuovo anno accademico, di coinvolgere l’Università e il Politecnico su questo tema per far studiare le possibili soluzioni in tesi di laurea dedicate, magari prevedendo delle borse di studio ai progetti più attinenti alla realtà e giudicati maggiormente utili.
Una scelta di questo genere ci permetterebbe di avere da un lato elementi di conoscenza sulle esperienze estere o di altre città italiane che già abbiano valorizzato i loro quartieri grazie alle fermate metropolitane, dall’altro di avere soluzioni nuove e innovative per il restyling dell’esistente e la sua integrazione con le nuove strutture.
Pensiamo ad una immagine diversa e caratterizzante per ogni fermata, legata alle suggestioni del quartiere in cui si inserisce, e ad un ridisegno delle attività commerciali esistenti in un raggio di 300 metri attorno alla fermata stessa.

Infine l’associazione OvestAria, che stasera rappresento, pensa che il tema del prolungamento della linea 1 fino a Rivoli – proprio perché interesserà fisicamente solo i comuni di Collegno e Rivoli – debba essere riconosciuto come un tema veramente metropolitano; diventa quindi importante che il rappresentante della zona ovest in consiglio metropolitano (oggi Roberto Montà, domani qualcun altro) sappia - in quella sede - far prevalere gli interessi comuni su quelli particolari, dimostrando come i vantaggi che ne deriveranno saranno tali anche per il comune capoluogo, sappia insomma stimolare un dialogo intercomunale che coinvolga Torino e gli altri comuni limitrofi.

Se questo obiettivo sarà raggiunto avremo avviato la Città Metropolitana verso un corretto funzionamento, coinvolgente e coordinante, e ad una vera democrazia interna e Metro Rivoli, alla quale rinnoviamo i nostri auguri e la nostra disponibilità a collaborare, avrà raggiunto gli scopi istituzionali per i quali è stata fondata.


Termino, alla luce di quanto espresso finora, esprimendo un apprezzamento da parte del direttivo di OvestAria, alla proposta di istituire - sul tema del prolungamento della Metro fino a Rivoli - un luogo di confronto che coinvolga anche gli stakeolders del territorio.

sabato 14 febbraio 2015

Grugliasco Cantiere Bilancio 2015 - come tagliare oltre un milione di euro senza alzare le tasse ai cittadini


Come riporta l'articolo di oggi su La Stampa, dati i continui tagli da parte dello Stato, l'Amministrazione di Grugliasco ritiene necessario pensare per il Bilancio 2015 a una manovra strutturale, che assicuri una nuova sostenibilità e non si limiti a cercare delle entrate una-tantum.
La proposta dell'Assessorato al Bilancio, ora in discussione, è quindi una proposta complessa, che tocca tutte le voci di bilancio possibili, andando a vagliare tutte le possibili entrate. 
La situazione da affrontare è dunque, sperando di non dimenticare nulla, questa:

  • la spending review è già stata posta al centro dei bilanci degli anni passati e nessuna spesa sembra più tagliabile o comprimibile;
  • un'importante sforzo per incrementare la lotta all'evasione sta per essere messo in atto, appena saranno definite le strategie da applicare;
  • alcuni beni di famiglia (pensiamo ad immobili comunali, edifici o terreni edificabili) sono già stati messi in vendita ed altri lo saranno;
  • alcune società partecipate (Bioristoro, che fornisce i pasti della mensa, e la Nove, che si occupa del teleriscaldamento cittadino) saranno messe in vendita;
  • altre società partecipate saranno tra loro fuse per fare economia di sistema e massa critica;
  • il blocco del turn over è già attuato ove possibile;
  • l'affidamento in gestione del nido comunale permetterebbe un'ulteriore, importante, riduzione di spesa.
Detto questo però è importante sottolineare due aspetti positivi:
  • Grugliasco ha mantenuto al minimo consentito le tasse comunali;
  • l'Amministrazione non ha intenzione di fare alcun passo che porti alla diminuzione dei posti di lavoro;
  • l'Amministrazione non intende diminuire i servizi ai cittadini nè peggiorarne la qualità.
Essendo queste le premesse - quella presentata è una proposta, che può essere modificata nel rispetto dei risultati da ottenere - l'Amministrazione ha da qualche giorno iniziato le consultazioni, sindacali e tra i cittadini, per sentire pareri e ricevere suggerimenti.
Tra gli strumenti messi a disposizione dei cittadini per tali suggerimenti ci sono il link CANTIERE BILANCIO e l'indirizzo e-mail cantierebilancio2015@comune.grugliasco.to.it .

Naturalmente alcune interessanti controproposte sono già al vaglio e spero di poterne parlare in termini positivi già nei prossimi giorni, così come - nei prossimi giorni - proverò a raccontare il mio punto di vista su alcune delle misure previste.




mercoledì 7 gennaio 2015

Ciao Armando

Stamattina ho avuto l'onore di rappresentare la Città di Grugliasco ai funerali dell'amico Armando Crivelli.

Mi è rimasto però il rammarico di non aver portato avuto la presenza di spirito di dire anch'io le parole e i pensieri che avevo nel cuore e spero con questo post di colmare un poco questa mancanza.
A Grugliasco Armando è stato assessore ma è ricordato soprattutto per la sua militanza nel Partito Comunista e poi perchè la moglie Romana ha gestito per anni una palestra (io l'ho conosciuta in questa veste, qualche anno fa). Oggi la chiesa era gremita infatti non solo da tanti venariesi ma anche da tanti grugliaschesi con cui ha continuato a tenere i rapporti d'amicizia e tanti che non lo vedevano da anni ma che hanno sentito comunque l'intima necessità di venire a salutarlo di persona.
E Armando al rapporto con Grugliasco ci teneva molto, io stessa la scorsa estate l'ho accompagnato dall'Assessore alla Cultura per estendere anche da noi il progetto "Amici della biblioteca".
Armando però per me è stato, è sarà sempre, il primo curatore degli Appartamenti Reali del Parco la Mandria. Da lui ho appreso gran parte di quello che so sulla cultura aulica di quel luogo ma, soprattutto, da lui ho imparato ad apprezzare la cultura materiale dei luoghi e delle persone.
Le storie della comunità mandriana, la cultura dei minusieri, quella del cibo locale - povero ma ricco di storia, l'amore per la ricerca degli aneddoti e delle tradizioni... il suo lavoro è un testimone che - dopo il suo trasferimento alla Reggia - in Mandria nessuno ha saputo o voluto raccogliere. Si è detto che in periodo di ristrettezze economiche non ci si poteva più permettere iniziative che raggiungevano non pìù di un centinaio di persone alla volta (e pensare che spesso un centinaio di persone rappresentano un successo), che La Mandria era diventata un bene Unesco e ci si doveva comportare di conseguenza e tante altre cose che oggi, di fronte alla sua bara, hanno perso ogni significato.
Il mio auspicio è che il lavoro successivo, quello che Armando ha fatto per Venaria e che oggi è stato più volte citato e ricordato con ammirazione, non venga, ancora una volta, disperso.
Perchè, come è stato detto, Armando è quello che resta di lui, quello che ha fatto per la sua comunità e quello che ancora aveva in progetto di fare.
Io personalmente mi metto a disposizione di chi deciderà di raccoglierne l'insegnamento.

Passato e presente del Centro del Cavallo, bonifica e uso pubblico

Un commento a questo articolo mi pare d'obbligo.

Certo il progetto del Centro del Cavallo, così come allora elaborato dalla Direzione Regionale alla Cultura (leggi Alberto Vanelli) sembrava meraviglioso, ma non aveva fatto i conti con quello che si sarebbe rivelato il suo unico e grande rivale: la Cavalleria di Pinerolo. Due centri di tale portata infatti si sono rivelati troppi per la nostra regione e la politica interna al mondo equestre ha fatto il resto.
Poi si è aggiunta la crisi e la strada è stata segnata.
Aggiungo due parole sulla proposta avanzata dall'Amministrazione di Druento: è vero, molti di quei terreni andrebbero restituiti all'uso pubblico (io dico al Parco La Mandria, essendo area tutelata, ma questo non è il nocciolo della questione) ma prima bisognerebbe appurare se le voci che parlano di sottofondo dei galoppatoi e delle piste (anche quelle che sembrano prati) in materiale sintetico dicono il vero o no.
Perchè se così fosse bisognerebbe parlare di bonifica prima di ogni altra cosa.