Voterò no.
E lo farò con
convinzione, perché ritengo che la Costituzione ed il rispetto di essa siano il
modo migliore che abbiamo – se non l’unico – per continuare ad avere un’italia
democratica, inclusiva, progressista (nel senso di non nostalgica del passato
ma aperta a miglioramenti futuri), solidale e che ripudia la gli estremismi e
la guerra.
Non dobbiamo
infatti dimenticare che la costituzione è il frutto di un grande lavoro di
mediazione, che è durato quasi due anni e ha impegnato 556 deputati, eletti in
partiti diversi e portatori di idee diverse. Un lavoro faticoso guidato dal
senso di responsabilità verso i cittadini italiani reduci da una guerra
dolorosa.
Voglio
ricordare, ad esempio, che tra essi le donne erano solo 21, non vi erano
persone di colore e gli unici portatori di handicap erano quelli feriti in
guerra, eppure ne è risultato un testo inclusivo, che si prende cura delle
persone – tutte - e che pone tutti noi allo stesso modo davanti alla legge.
Ricordo questo
perché ritengo fondamentale il dibattito e l’ascolto degli altri, la conoscenza
dei punti di vista, l’accettazione della mediazione per ottenere un esito
veramente democratico, ritengo fondamentale l’atteggiamento tenuto dai padri e
dalle madri costituenti.
Invece questa
riforma sta seguendo un iter che, impedendo di fatto il dibattito in aula, si
rivolge direttamente ai cittadini. La maggioranza politica che ha espresso il
governo ha infatti deciso di blindarne il testo, nel senso di non esaminare
alcun emendamento al disegno di legge, neanche quelli proposti dalla
maggioranza stessa.
Inoltre mi ha
colpito molto il fatto che le stesse modifiche erano ottenibili con leggi
ordinarie, senza alterare il testo originario del documento più importante
della repubblica.
Una legge
ordinaria sommata ad un sano dibattito avrebbero potuto contribuire a creare unità
nel paese.
Tutto ciò, a mio
avviso rende la riforma democraticamente inaccettabile.
E allora mi
chiedo, perché scegliere un’altra strada? Perchè creare divisioni in un momento
in cui la situazione internazionale e le sue conseguenze dovrebbe essere il
tema principale per il governo e per tutte le forze della nostra nazione?
Anche per
rispondere a questi metodi bisogna votare no.
Anche chi, nel
merito, voterebbe si, dovrebbe bloccare la riforma e pretendere una legge in
grado di affrontare gli stessi temi nel corso di un dibattito parlamentare.
Salviamo la
democrazia, pretendiamo il dibattito. Votiamo no alla riforma.