venerdì 13 marzo 2026

LA NOTTE DEGLI OSCARAMELLA - 15 marzo 2026





Si svolgerà lo stesso giorno in cui a Los Angeles verranno assegnati gli Oscar e celebrerà - con la consueta ironia dei ColoriQuadri - gli artisti che hanno ricevuto i premi migliori nei 15 anni di Muuh Film Festival.

I corti che verranno proiettati e i relativi videosaluti annoverano nomi noti e divertenti (Giovanni Storti, nonna Rosetta di CasaSurace, Neri MarcorèFranz PagotCarla Signoris) che assicurano la qualità di quanto vedremo mentre gli intervalli magici saranno condotti dall'eccellenza del mago Marco Aimone.

Da Los Angeles riceveremo un contributo dall'amico regista Valter D'Errico - appena premiato al Los Angeles Italia Festival 2026 per il suo corto "Sirens", che racconta la storia un barcone affondato nel 2013 tra Lampedusa e Malta.

Infine, poco prima dell'apertura della diretta sugli Oscar (che ognuno guarderà a casa sua!), avremo modo di vedere insieme l'unico Cartoon italiano inserito nella short list degli Oscar 2026.

mercoledì 11 marzo 2026

#IOVOTONO al referendum sulla magistratura - ecco uno dei perchè


Voterò no
.

E lo farò con convinzione, perché ritengo che la Costituzione ed il rispetto di essa siano il modo migliore che abbiamo – se non l’unico – per continuare ad avere un’italia democratica, inclusiva, progressista (nel senso di non nostalgica del passato ma aperta a miglioramenti futuri), solidale e che ripudia la gli estremismi e la guerra.

Non dobbiamo infatti dimenticare che la costituzione è il frutto di un grande lavoro di mediazione, che è durato quasi due anni e ha impegnato 556 deputati, eletti in partiti diversi e portatori di idee diverse. Un lavoro faticoso guidato dal senso di responsabilità verso i cittadini italiani reduci da una guerra dolorosa.

Voglio ricordare, ad esempio, che tra essi le donne erano solo 21, non vi erano persone di colore e gli unici portatori di handicap erano quelli feriti in guerra, eppure ne è risultato un testo inclusivo, che si prende cura delle persone – tutte - e che pone tutti noi allo stesso modo davanti alla legge.

Ricordo questo perché ritengo fondamentale il dibattito e l’ascolto degli altri, la conoscenza dei punti di vista, l’accettazione della mediazione per ottenere un esito veramente democratico, ritengo fondamentale l’atteggiamento tenuto dai padri e dalle madri costituenti.

Invece questa riforma sta seguendo un iter che, impedendo di fatto il dibattito in aula, si rivolge direttamente ai cittadini. La maggioranza politica che ha espresso il governo ha infatti deciso di blindarne il testo, nel senso di non esaminare alcun emendamento al disegno di legge, neanche quelli proposti dalla maggioranza stessa.

Inoltre mi ha colpito molto il fatto che le stesse modifiche erano ottenibili con leggi ordinarie, senza alterare il testo originario del documento più importante della repubblica.

Una legge ordinaria sommata ad un sano dibattito avrebbero potuto contribuire a creare unità nel paese.

Tutto ciò, a mio avviso rende la riforma democraticamente inaccettabile.

E allora mi chiedo, perché scegliere un’altra strada? Perchè creare divisioni in un momento in cui la situazione internazionale e le sue conseguenze dovrebbe essere il tema principale per il governo e per tutte le forze della nostra nazione?

Anche per rispondere a questi metodi bisogna votare no.

Anche chi, nel merito, voterebbe si, dovrebbe bloccare la riforma e pretendere una legge in grado di affrontare gli stessi temi nel corso di un dibattito parlamentare.

Salviamo la democrazia, pretendiamo il dibattito. Votiamo no alla riforma.


sabato 11 marzo 2023

8 marzo 2023 - Giornata internazionale dei diritti delle donne - D come donna, A come arte - il contest ed il rapporto tra donna e arte nella storia e oggi

"Se è vero che l’arte è l’espressione del proprio interiore, della propria personalità, dei sentimenti e delle idee dell’artista che la produce, alle donne è stata negata la parola, lo sfogo, il rapimento, l’estasi, e tutto ciò che è contenuto nell’atto creativo. Alla donna è stata negata la soddisfazione di veder riconosciuto il proprio talento, è stato negato loro il pubblico, l’auditore. 
Ecco allora che promuovere un contest artistico che parli delle donne – e che dedichi un premio alle opere realizzate da donne, questo è quello che farà Se Non Ora, Quando? – ci è sembrato un buon modo di rendere loro omaggio e di parlare a tutte le donne che, in maniera professionale o amatoriale, sentono di avere qualcosa da dire con l’arte".

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L'8 marzo 2023 segna una nuova collaborazione per il Comitato Se Non Ora, Quando? di Grugliasco. Una collaborazione importante perchè ci ha permesso di approfondire il rapporto - storico e attuale - tra le donne e l'arte
Nei secoli infatti l'accesso alla produzione artistica per le donne è stato difficile, quasi sempre osteggiato, ma noi - che pure tra le fondatrici vantiamo la presenza di una poetessa, di una coreografa e di una ballerina, e nonostante io stessa insegni storia dell'arte - non ce ne eravamo mai occupate (ad eccezione del 25 novembre 2017 quando avevamo ospitato lo spettacolo teatrale sulla vita di Artemisia Gentileschi). 

Sezione Aurea è una associazione grugliaschese, nata nel 2016, per diffondere la cultura della arti. 

Insieme, unendo i rispettivi obiettivi, abbiamo creato il contest artistico "D come donna, A come arte" e l'evento per presentarlo.
Per presentare il contest ci siamo fatte aiutare da artiste di altre associazioni grugliaschesi ed è proprio grazie alle loro performance e alle parole con cui hanno raccontato qualcosa di se stesse, che abbiamo motivato il perchè di questo contest: l'ASD LATINO DANCE & FITNESS di Pitzianti Sabrina (a ballare Isabella Malavasi e Gaia Rizzi), l'Agamus (rappresentato dalla cantante jazz Elisabetta Prodon e dalla violinista Tetiana Akhmetova), le attrici dei Viandanti della Cojtà Gruliascheisa (Maria D'Apice, Mariagrazia Sgro, Mariarosa Lombardo, Rita Quaranta, Manuela Donato, Franca Massarenti) e le ballerine della Compagnia Mixit e del Centro Studio Danza Denise Zucca (Elisa Amadei, Elena Rossi e Chiara Ferrero).

I contenuti del bando, le regole e i tempi di partecipazione saranno online da lunedì 13 marzo sul sito dell'Associazione Sezione Aurea (www.associazionesezioneaurea.it) e su quello del Comune di Grugliasco, i risultati e la premiazione si terranno nel mese di dicembre, nel corso delle manifestazioni natalizie della Città.

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Un breve estratto del mio intervento

Per secoli le arti considerate prive di peccato erano quelle "liberali" (cioè quelle che non prevedevano un atto creativo fisico), escludendo per ciò tutte le arti figurative; le arti meccaniche se permesse, potevano essere usate dalle donne esclusivamente per la propria erudizione e non per produrre lavoro e ricchezza.

In campo pittorico la più antica istituzione italiana è la romana Accademia di San Luca – una sorte di corporazione di pittori, scultori e architetti - in 550 essa ha ammesso pochissime donne, io sono arrivata ad individuarne una decina. Alcune dovevano far firmare i contratti ai loro mariti, alcune hanno rinunciato a sposarsi per non dover smettere di lavorare. Tutte dovevano arrivare a dimostrare con anni e anni di lavoro di aver meritato il rispetto degli uomini e per questo spesso venivano ammesse in età avanzata.

In Francia nel 1648 viene fondata l’Accademia Reale di Pittura e Scultura che dava il diritto di esporre al Salon del Louvre. Era aperta a tutti i sessi, ma riservava solo 4 posti alle donne. Mentre gli uomini consegnavano alcune loro opere per dimostrare di poter essere ammessi, alle donne venne chiesto di dipingere pubblicamente le loro opere per dimostrare di essere realmente meritevoli.
Alle donne comunque erano riservati alcuni "generi minori di pittura": principalmente nature morte ed elementi accessori dei grandi quadri dipinti dagliuomini ai quali era riservato il genere storico.
Per essere ammesse all'Accademia inoltre bisognava dimostrare di saper dipingere il nudo e conoscere la mitologia: essa veniva però insegnata solo nelle scuole d'arte alle quali le donne non avevano accesso.
Nel 1881 un gruppo denominato "Unione donne pittrici e scultrici" chiese con forza all'Accademia di Parigi l'apertura di una classe di belle arti femminile, ma venno loro risposto di no per mancanza di locali idonei. Venne inoltre dichiarato che per una questione di decoro non potevano essere ammesse: la presenza di donne avrebbe turbato lo spirito maschile e declassato il buon nome della scuola.

La situazione non cambia nel campo della musica: credo mi basti chiedervi quali compositrici donne conoscete? In Italia chi fa ricerca sulle donne compositrici - come ha fatto la storica della musica Daniela Domenici - deve rivolgersi a fonti inglesi, essendo le donne compositrici italiane volutamente omesse dagli storici italiani.
Nel 2021 il Guardian ha denunciato come su 1.445 concerti di musica classica e contemporanea rappresentati l'anno precedente sui palchi teatrali più prestigiosi del mondo, solamente 76 contenevano brani composti da una donna. Sempre secondo il Guardian, sebbene il 40% dei compositori contemporanei sia donna, solo il 17% di loro trova spazio nelle liste degli editori musicali.
Oltre alle compositrici, anche le musiciste sono molto spesso penalizzate dal loro genere in fase di audizione. Stando allo studio "Orchestating Impartiality" del 2000, le opportunità per le donne di essere assunte come orchestrali salgono del 25% se partecipano a una blind audition (audizione in cui la commissione non vede chi suona).

Voglio poi dire due parole sulla danza. Questa è una disciplina artistica ancora poco studiata dagli storici ma, se leggiamo i romanzi ottocenteschi, scopriamo che il mondo della danza, seguendo il teorema che ritiene disdicevole che una donna di buona famiglia si guadagni da vivere lavorando, e ancor più che lavori mostrando i movimenti del proprio corpo, arriviamo velocemente a capire come la danza sia considerato un paravento per la prostituzione o, pr lo meno, per uno stile licenzioso, e il virtuosismo, la tecnica, il talento, il lavoro duro e la dedizione della ballerini passi in secondo piano.

Le donne devono sapere, e gli uomini devono sapre, che se ci sono meno donne che hanno ottenuto grandi risultati nella storia non è per presunte inferiorità ma perchè non è stata data loro la possibilità di dimostrare il proprio talento. Quelle che l'hanno dimostrato l'hanno fatto a caro prezzo.

 

 

 



 

 

 




domenica 8 novembre 2020

KAMALA HARRIS, IL PRIMO DISCORSO DA VICE – Una donna, un esempio


Pubblico il testo integrale della traduzione in italiano del primo discorso di Kamala Harris, vicepresidente degli Stati Uniti. Un omaggio a lei e alla forza delle donne, a cui lei stessa dedica gran parte dell'intervento.


Buona sera. Grazie.

John Lewis, prima di lasciarci, ha scritto che la democrazia non è uno stato, è un atto e quello che intendeva dire è che la democrazia non è garantita: dobbiamo avere una forte volontà di difenderla, salvaguardarla, non darla mai per scontata. Questo richiede una battaglia, dei sacrifici, ma anche gioia, perché noi, il popolo, abbiamo il potere di costruire un futuro migliore. Quando l’essenza della nostra democrazia era in gioco durante queste elezioni e il mondo ci guardava, voi avete dato vita ad un nuovo giorno, una nuova alba per l’America.

Ringrazio i volontari della nostra campagna, questo grandioso team, a loro va il nostro grazie per aver coinvolto il più alto numero di persone che si sia mai registrato e per avere reso possibile questo vittoria; ringrazio gli scrutatori, le autorità che hanno lavorato senza sosta per garantire che ogni voto venisse contato: il nostro paese vi è grato, avete promosso e difeso l’identità della nostra democrazia e dei cittadini americani che rendono questo paese quello che è.

Grazie per l’affluenza. So che siamo in un momento difficile, soprattutto gli ultimi mesi, con la sofferenza, il dolore, le preoccupazioni, le battaglie quotidiane; siamo testimoni del vostro coraggio, della vostra resilienza e generosità. Per quattro anni avete marciato, organizzato manifestazioni per l’uguaglianza, la giustizia, le nostre vite, il pianeta. Siete riusciti a consegnare un messaggio molto chiaro: avete scelto speranza, onestà, scienza, verità.

Avete scelto Joe Biden come prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. Joe è una persona che sa guarire, unire, ha una mano ferma, esperienza, è una persona che ha vissuto sulla sua pelle cosa significa la perdita e questo gli ha dato uno scopo; è un uomo con un cuore grande che ama tutti quelli che sono intorno a lui, la moglie Jill, i figli Hunter e Ashley, i sui nipoti, la famiglia. Io l’ho conosciuto quando era vicepresidente e l’ho conosciuto come padre di Beau, che vogliamo ricordare. Mio marito Doug, i nostri figli, mia sorella, la nostra famiglia, siamo davvero grati a Joe e Jill per averci accolto nella loro famiglia; ringrazio mia madre, che è sempre nei nostri cuori. Quando è arrivata qui a 19 anni dall’India non immaginava questo momento, ma credeva in un’America dove questi momenti sono possibili.

Penso alle donne, alle donne nere, asiatiche, bianche, ispaniche, nativo americane, che nel corso della storia di questo paese hanno aperto la strada per questo momento, si sono sacrificate per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti noi; penso alle donne nere che troppo spesso non sono considerate, ma sono la spina dorsale della nostra democrazia. Penso a tutte le donne che hanno lavorato per garantire il diritto di voto e che ora nel 2020 con una nuova generazione hanno votato e continuano a lottare per farsi ascoltare. Stasera voglio riflettere sulle loro battaglie, la loro determinazione, la loro capacità di vedere cioè che sarà a prescindere da quello che è stato. E questa è una testimonianza della personalità di Joe, che ha avuto il coraggio di buttare giù uno dei muri che continuavano a resistere nel nostro paese scegliendo una donna come vicepresidente.

Anche se sono la prima a ricoprire questa carica, non sarò l’ultima. Ogni bambina, ragazza che stasera ci guarda vede che questo è un paese pieno di possibilità. Il nostro paese vi manda un messaggio: sognate con grande ambizione, guidate con cognizione, guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi. Noi saremo lì con voi.

Mi rivolgo ai cittadini americani, a prescindere dal loro voto: io lotterò per essere per Joe quello che lui è stato per Obama, leale, preparato, pensando sempre a voi. Ora comincia il lavoro duro, necessario, essenziale per salvare le vite e combattere l’epidemia, ricostruire l’economa, eliminare il razzismo sistemico, affrontare la crisi climatica e far guarire l’anima di questa nazione. La strada non è facile, ma l’America è pronta. E lo siamo io e Joe. Abbiamo eletto un presidente che rappresenta il meglio di noi, che il mondo rispetterà e che i figli ammireranno, un comandante che rispetta i soldati e ci terrà al sicuro, un presidente per tutti agli americani.

https://estremeconseguenze.it/2020/11/08/kamala-harris-primo-discorso-integrale-italiano/

domenica 8 marzo 2020

8 Marzo ai tempi del Corona Virus

Doveva essere il fine settimana più denso di avvenimenti di questo periodo, attività culturali, momenti sportivi e occasioni di festa erano organizzati da tempo, coinvolgendo in geometrie variabili tantissimi grugliaschesi.

Poi è arrivato il Corona Virus e tutto è stato annullato.
In qualità di fondatrice del Comitato Se Non Ora, Quando? - Grugliasco  ho avuto un vero momento di scoramento: come possiamo noi non dedicare un momento di festa alle donne, che così tanto se lo meritano? Possibile che non ci sia un modo per celebrare la grande forza delle donne?
Poi, più ci pensavo, più mi sono convinta che festeggiare, in questo momento, proprio non è opportuno. Ma non per il virus, piuttosto per la condizione delle donne che emerge dalla cronaca giornaliera. L’elenco che segue non è esaustivo e neanche tanto ragionato, piuttosto è un susseguirsi di pensieri, così come i link segnalati sono dati a mero titolo di esempio.     
      
dati Istat sul femminicidio in italia parlano di 133 donne uccise nel 2018 e di queste, l’81,2% (108) è stata uccisa da una persona conosciuta. In particolare, nel 54,9% dei casi dal partner attuale o dal precedente (dal partner attuale 47,4%, corrispondente a 63 donne, dal partner precedente 7,5%, pari a 10 donne), nel 24,8% dei casi (33 donne) da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e nell’1,5% dei casi da un’altra persona che conosceva (amici, colleghi, ecc.) (2 donne).

Una testata nazionale titola, in riferimento all’annullamento delle manifestazioni per via del Corona Virus, “Finalmente le femministe sono fuori combattimento – Liberi dalla retorica dell’8 marzo”. 

Una azienda petrolifera inneggia pubblicamente allo stupro di una 17enne, Greta Thumberg, diffondendo disegni espliciti, per la lotta globale da lei condotta contro l’inquinamento ambientale.



      L’Italia è al 76° posto su 149 paesi censiti per quanto riguarda l’uguaglianza di genere. In Italia il soffitto di cristallo non è ancora stato infranto. Nel 2008, nei consigli di amministrazione delle società italiane quotate in borsa sedevano solo 170 donne. Oggi sono 811: il 36,3% del totale. Merito della Legge Golfo Mosca, introdotta nel 2011. Ma resta ancora molto da fare: nelle società non quotate in borsa, solo il 17% dei posti nei CDA è occupato da donne. E ai vertici delle aziende, quotate e non, le amministratrici delegate sono solo il 6,3%. Senza contare che in media una manager guadagna il 10,2% meno di un collega.

      L'impatto sull'economia delle misure adottate per contrastare l'emergenza del Corona Virus stanno già producendo un ulteriore aumento del gap gender (diversità di genere) in Italia "Le misure per contenere la diffusione del virus stanno penalizzando fortemente le donne che lavorano e l'impatto  della crisi economica che si sta delineando all'orizzonte avrà ripercussioni sull’occupazione femminile».

Negli scorsi giorni ho sentito il bisogno di aderire alla richiesta di un corridoio umanitario tra Turchia e Grecia, perché la situazione dei profughi è diventata ormai intollerabile e – come sempre – a pagare maggiormente il prezzo di tanta violenza sono soprattutto le donne, in quanto donne e in quanto madri. Richiesta che è nata da un forum di donne, per tendere una mano ad altre donne. 


Insomma... non me la sento di festeggiare. 

   Se non in maniera superficiale, come omaggio a chi ha fatto sì che io oggi goda delle libertà fondamentali, ma con la consapevolezza che ora combattere per le altre donne - per le mie figlie - per le donne di altre parti del mondo, tocca a me.

       Buona festa della donna a tutte.



lunedì 10 settembre 2018

Auguri di buon anno scolastico 2018-19!

W la scuola! (Clicca per il video!)

E' iniziato oggi un nuovo anno scolastico. Il Sindaco ed io abbiamo cercato di essere con voi a vivere questa emozione e cercheremo di starvi accanto durante tutto l'anno! Auguri!


sabato 25 agosto 2018

QUALCUNO POTREBBE SPIEGARE A SALVINI E BONGIORNO A COSA SERVE LA COSTITUZIONE?

di Roberto Bin, tratto da www.lacostituzione.info del 24 agosto 2018

Ho ascoltato più volte incredulo la intervista del ministro Bongiorno a La7. Alla domanda “le scelte politiche di Salvini non violano il diritto internazionale”, Giulia Bongiorno ha risposto testualmente: “se c’è una limitazione della libertà che in astratto può sembrare un sequestro, se viene posta in essere per adempiere un dovere, è come si scriminasse il reato”. Immediatamente prima aveva spiegato che “il ministro Salvini in questo momento sta adempiendo al suo dovere di Ministro, e lo sta esercitando con delle scelte politiche, che possono non essere condivise, ma sono scelte di un ministro”.

C’è solo un termine che può descrivere questo pensiero: fascismo. Lo avrebbe potuto esprimere qualche tirapiedi di Mussolini, non già un ministro della Repubblica italiana, che ha giurato fedeltà alla Costituzione nelle mani del Presidente della Repubblica. Perché la Costituzione è stata scritta proprio per questo, per mettere un argine al potere politico, imbrigliarlo in regole, procedure e limiti che servono a proteggere i nostri diritti e le nostre libertà. Il ministro che compie le sue scelte lo può e lo deve fare nell’ambito della Costituzione e delle leggi dello Stato. “In astratto può sembrare un sequestro di persona”: è un’affermazione gravissima, tanto più in bocca a un ministro e tanto più se il ministro è una donna di legge che, si deve ritenere, non parla a vanvera.

La tavola dei diritti costituzionali non a caso inizia dalla libertà personale, che è dichiarata inviolabile e circondata da una garanzia intensissima, che trae l’origine dall’habeas corpus incluso nella Magna Carta (1215). Dice l’art. 13 Cost.: «Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge». Allora, visto che anche alla Bongiorno il trattenere 170 persone su una nave italiana (che è parte del territorio italiano) in un porto italiano sa di sequestro di persona [art. 605 Cod. pen.: «Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni. La pena è della reclusione da uno a dieci anni, se il fatto è commesso… da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni»], potrebbe dirci quale è la legge su cui si basa la “decisione politica” del ministro Salvini? Qual è il dovere inderogabile a cui Salvini sta adempiendo? Nessuna risposta, Bongiorno si limita ad affermare che è una decisione politica con cui Salvini interpreta la sua funzione di ministro. C’è una legge che impone al ministro di comportarsi così? No, è una scelta politica del ministro. Allora la politica prevale sul diritto, le scelte del ministro derogano alla legge e alla Costituzione; l’avvocato penalista Bongiorno le definisce infatti “scriminanti”.

Continua l’art. 13 Cost.: «in casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto». E poi ancora: «è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà».

È inevitabile che qualche procura si stia muovendo, non si può lasciar stracciare la Costituzione da parte di politici inclini a un autoritarismo che non ha precedenti. Se non, appunto, nel fascismo:

“È ricca la mia esperienza di vita di questi sei mesi. Io ho saggiato il Partito. Come per sentire la tempra di certi metalli bisogna batterli con un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini. Ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento quando il vento è infido, scantonano per la tangente. Ho saggiato me stesso. E guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della Nazione. Un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere. Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, ed il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: basta! La misura è colma! L’Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa; gliela daremo con l’amore, se è possibile, o con la forza se sarà necessario.”

Sono le parole pronunciate da Mussolini nel famoso discorso alla Camera dopo il delitto Matteotti, forse troppe per essere contenute in uno dei tweet che Salvini è uso a regalarci. Chi è che diceva che nella storia gli eventi si ripetono sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa?

mercoledì 1 agosto 2018

Dell'abolizione delle domeniche gratuite ai musei


"Il loro valore più importante è stato quello simbolico, perché la gratuità ha detto a tutti gli italiani – e non solo - che le opere d’arte appartengono a tutti coloro che hanno il piacere di fruirne".


Credo che uno dei più importanti doveri di chi fa cultura – o di cultura si occupa – sia l’inclusione. Perché al bello, al profondo, all’ironico, all’apprezzamento della maestria occorre essere iniziati. Chi si occupa di cultura deve quindi avere l’obiettivo di allargare la platea, incontrare nuovi pubblici, parlare linguaggi attrattivi e mai banali, perché la cultura non può essere fine a se stessa ma essere veicolo di trasmissione di messaggi e di accrescimento delle coscienze.

Per questo come amministrazione ci sforziamo di produrre, accompagnare, supportare, promuovere tanti e diversi modi di fare cultura, destinati a pubblici diversi.
Dall’avvicinamento alla lettura dei più piccoli (omaggio ai neonati, attività di gioco per le scuole primarie, attività varie per le famiglie con bambini), ai laboratori di pittura e altre arti figurative per bambini e adulti, alla musica, al canto, alla danza, alle arti circensi, ai corsi per la terza età, a quelli per i diversamente abili, al teatro di figura, alla writers-art, e tanto altro.
Nel nostro piccolo cerchiamo di affiancare coloro che fanno cultura a Grugliasco supportandoli nella comunicazione, aiutandoli a tenere i prezzi bassi, a raggiungere i possibili pubblici in prossimità delle loro case, a creare coscienza e conoscenza dell’importanza del rispetto dei beni pubblici, della storia locale e dei nostri monumenti.
Abbiamo piccole storie da raccontare, piccoli musei da far visitare, piccoli monumenti che sono più importanti per la memoria collettiva che per il valore artistico eppure ci sforziamo di valorizzarli per insegnare ai nostri giovani quanto vissuto, quanta storia e quanta cultura ci sia dietro ognuno di quegli oggetti.
E tentiamo di fare il doppio dello sforzo per raggiungere coloro che non sono avvezzi  alla fruizione dell’arte: andare a teatro, leggere un libro, ascoltare un concerto, guardare un balletto sono infatti momenti di crescita che spesso sono negati a chi ha come priorità, per sé e per i propri figli, il pagamento delle bollette.

Per questo motivo leggere dell’abolizione delle domeniche gratuite ai musei (la prima domenica di ogni mese) è al tempo stesso un dolore e una delusione. Dolore perché chi non ha mai avuto modo di avvicinarsi all’arte non è in grado di apprezzarla e, se non l’apprezza, non deciderà mai di pagare un biglietto per vederla. Delusione perché da chi è, anche istituzionalmente, più grande di te, ti aspetti il buon esempio, la coscienza della missione, il saper vedere la luna e non il dito.

Post scritto 1: certo, delle domeniche gratuite hanno approfittato - giustamente - tante persone che i mezzi per andare al museo li hanno. Ma le storie della vita si incrociano e magari con due universitari interessati al museo entrano due amici che hanno abbandonato la scuola, con la famiglia benestante vengono anche i compagni di classe dei figli che altrimenti non sarebbero entrati in un museo, … e la cultura collettiva cresce. Inoltre chi si sposta per visitare un museo gratuito magari dorme in albergo, mangia una pizza fuori, prende un gelato, paga un taxi, ottimizza le spese insomma, scegliendo la méta con l’attrazione gratuita a quella con l’attrazione a pagamento e così il museo gratuito diventa volano di crescita economica per l’intera comunità.

Post scritto 2: da insegnante di Storia dell’Arte mi sento abbandonata. Non si può pensare che ci siano ragazzi che nella loro vita sono entrati in un museo solo perché “obbligati” dagli insegnanti. E non basta applicare una riduzione per i ragazzi se poi non possono farsi accompagnare dai genitori. 

Post scritto 3: la domenica gratuita non è certo la soluzione alla mancanza di diffusione della cultura delle arti figurative ma, di certo, ne ha costituito, in questi anni, un tassello. Il suo valore più importante è stato quello simbolico, perché la gratuità ha detto a tutti gli italiani – e non solo - che le opere d’arte appartengono a tutti coloro che hanno il piacere di fruirne.

lunedì 29 maggio 2017

11 giugno 2017 - Perchè mi ricandido consigliera comunale a Grugliasco

La prima volta che ho pensato che mi sarebbe piaciuto rendermi utile alla mia città avevo 24 anni e mi ero appena laureata. Negli anni questa idea non mi ha mai abbandonata e, negli ultimi 4 anni, a Grugliasco, ho avuto modo di provare a realizzare questo sogno.

La mia prima elezione in consiglio comunale a Grugliasco la devo ad alcuni amici che hanno avuto fiducia in me. Sedere in quell’aula, affrontare la responsabilità di decidere per i miei concittadini – pur nei limiti delle possibilità concesse ai consiglieri – mi ha fatto capire quando è importante affrontare il ruolo che si ricopre con serietà, cercando di approfondire gli argomenti che di volta in volta si devono affrontare, e che non è concesso a nessuno occuparsi della cosa pubblica senza metterla al primo posto.

Non ci si candida per sfoggiare un titolo – perché i titoli diventano tali solo se li si interpreta con serietà;
non ci si candida per avere una rivalsa sociale – perché è necessario chiedersi cosa noi siamo in grado di dare alla Città e non viceversa;
non ci si candida pensando alla politica come a una fonte di reddito – perché questo porta inevitabilmente a mettere il proprio guadagno davanti all’interesse della collettività.

La più grande delusione che ho avuto dalla politica è dovuta al fatto che troppa gente ha smesso di dare a questa parola il significato alto e nobile che le attribuisco io. Certo, molti hanno deluso. Ma per ogni uomo che ha usato la politica per altri scopi ci sono centinaia di militanti, di dirigenti, di consiglieri ed eletti dei diversi enti, che alla cura della cosa pubblica, alla ricerca di soluzioni che agevolino la vita ai cittadini – soprattutto i più socialmente deboli, hanno sacrificato ore del proprio tempo libero, del tempo da dedicare alla famiglia, e anche risorse economiche e intellettuali.

Ed è per questo che torno a candidarmi. Perché penso che l’impegno e il buon esempio siano in grado di arginare sia la sensazione di sfiducia che si sta diffondendo sia l’insana idea che ci si possa improvvisare amministratore del bene pubblico senza avere la necessaria conoscenza del funzionamento di una città.

Ma la politica non è l’unico modo per contribuire al miglioramento della società. L’ho capito avendo modo di conoscere da vicino le tante associazioni che operano a Grugliasco. L’ho apprezzato perché queste associazioni hanno coinvolto le mie figlie in attività tanto divertenti quanto formative lungo quel percorso di crescita come cittadine che volevo far loro percorrere.
Ed ecco che anche io ho sentito la necessità di impegnarmi in questo senso, coinvolgendo quante più persone possibile su un tema che ho sempre sentito fondamentale: l’emancipazione femminile e il contrasto alla violenza sulle donne.
Nel 2015 ho fondato con alcune amiche il Comitato Se Non Ora, Quando? – Grugliasco. In questi due anni abbiamo lavorato molto, proponendo iniziative per svegliare le coscienze sui temi legati alla violenza di genere, al femminicidio ma anche per esaltare le qualità femminili troppo spesso date per scontate. Il gruppo è cresciuto, trovando anche la collaborazione di associazioni ed istituzioni del territorio.

Come nel 2012 anche in queste elezioni appoggio Roberto Montà, poiché ritengo fondamentale che possa portare a termine le molte cose cominciate in questi cinque anni. Quando si sceglie un sindaco non si sceglie un amico e per questo non si dovrebbe scegliere la persona più simpatica o di aspetto più piacevole, non si dovrebbe neanche scegliere il parente o colui che parla lo stesso dialetto: è necessario chiedersi – come si fa quando si sceglie un medico o un avvocato - chi sia la persona più competente, quella che più di tutte ci assicura la conoscenza dei problemi sapendo proporre soluzioni scevre da ideologismi ma tangibili e realizzabili.
Roberto ha queste caratteristiche ma, nonostante il pragmatismo, non ha perso la capacità di sognare per Grugliasco “il migliore tra i futuri possibili”. L’idea di Città che si evince leggendo il programma elettorale della sua coalizione Scegli Grugliasco è quella di una Città i cui principi ispiratori sono quelli dei cittadini che si fanno comunità proponendo modelli di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibili.
Ho piena fiducia nel suo operato passato e nei progetti che propone per il futuro. Ho voglia di credere che l’impegno e i valori in cui si crede vengano ripagati e che per Grugliasco ciò significhi una ripresa progressiva degli investimenti pubblici e privati e quindi del lavoro e altri cinque anni di buona e lungimirante amministrazione.

Per questo rimetto in gioco le mie energie, per continuare a realizzare il sogno di essere utile alla mia città.

mercoledì 8 marzo 2017

8 marzo 2017 - L'apericena delle donne e degli uomini che sanno rispettarle

L'inverno di Se Non Ora, Quando? - Grugliasco è stato intenso. Abbiamo discusso di femminicidio e di violenza, abbiamo promosso il Progetto Vetrofania per diffondere la conoscenza dello Sportello per le donne di Grugliasco, abbiamo iniziato percorsi di collaborazione con altre associazioni e ampliato il numero degli aderenti.
Ma per l'8 marzo - nonostante le motivazioni per cui questa festa è stata istituita - abbiamo deciso di avere cura di noi, sapendo di avere bisogno di guardare alla realtà delle donne anche in maniera positiva. E poi - ci siamo dette - la leggerezza è un ottimo modo per affrontare anche i temi più scabrosi.


L'apericena, organizzato al Bar Le Serre, è stato un bel modo per trascorrere insieme la serata. Erano presenti tanti amici ma anche persone nuove che hanno colto l'occasione per uscire di casa e farsi coinvolgere dalla festa.
Ma l'attrazione della serata è stata l'esibizione di Roberto Maita, fondare della Flair Bartending Academy di Torino, con sede in Grugliasco.


Ringraziamo per l'aiuto Paola e Tony del Bar Le Serre, Alessandro di Gabriella Fiori, Luca e Francesca della Foglia Matta.

domenica 5 marzo 2017

5 marzo 2017 - Just the woman I'm

Anche quest'anno il Comitato Se Non Ora, Quando? - Grugliasco ha voluto essere presente alla manifestazione del Cus Torino organizzata per finanziare la ricerca in occasione dell'8 marzo.
Ma a differenza degli anni scorsi il gruppo è cresciuto e siamo riusciti ad essere in 24 ad iscriverci come team, ricevendo così la maglietta personalizzata.


E' stata una bella occasione di divertimento e solidarietà ed è stato bello sfilare sotto il gonfalone della Città di Grugliasco portato niente meno che dal Sindaco della nostra città.

venerdì 3 marzo 2017

3 Marzo 2017 - Convegno sul Regolamento Edilizio Unico Nazionale a Grugliasco

In questi giorni in sede nazionale si sta discutendo la bozza di Regolamento Edilizio Unico nazionale. Il documento presentato dal governo è ora (entro il 20 aprile prossimo) in fase di recepimento da parte delle regioni e, nei successivi 180 giorni, dovrebbe essere recepito dai comuni. 
Dopo averne parlato in sede di Commissione Tecnica Urbanistica con l'assessore regionale Alberto Valmaggia ho avuto l'idea, poi sviluppata con il Presidente della Fondazione per l'Architettura di Torino Giorgio Giani, di anticipare le consultazioni con gli ordini e con gli altri enti con un convegno aperto e trasmesso in streaming.

Tale convegno si è svolto il 3 marzo scorso a Grugliasco ed io, in qualità di promotrice dell’evento, ho avuto l’onore di moderarlo.



La platea era piena e variegata, formata da liberi professionisti e dipendenti pubblici oltre che da qualche rappresentante delle amministrazioni del territorio. Gli interventi, che hanno approfondito l'argomento da diversi punti di vista possono a ragion veduta essere la base di lavoro per i funzionari regionali che stanno istruendo la materia e contribuire all'utilità della nuova normativa comune.
Si è parlato dalla necessità di avere norme comuni per le amministrazioni contermini e di quella di parlare lo stesso linguaggio nelle diverse parti d'Italia per i professionisti che lavorano non solo in Piemonte; alcuni interventi hanno poi approfondito aspetti specifici della bozza (in particolare delle definizioni che sono state inserite nell’allegato A).




Un intervento particolarmente apprezzato è stato quello introduttivo del Sindaco di Grugliasco Roberto Montà che, nel salutare i convenuti, ha ricordato il particolare punto di vista degli amministratori: è infatti oggi assolutamente necessario che tutte le nuove leggi che incidono sulla forma urbana e sul governo del territorio abbiano come comune denominatore la semplificazione delle norme e del linguaggio. Gli adempimenti richiesti alle aziende che intendono insediarsi o ampliare la propria attività non devono infatti essere tali da scoraggiare gli investimenti: ben vengano quindi norme comuni estese al territorio nazionale che – senza trascurare salvaguardia dell’ambiente in generale e del suolo in particolare – siano però semplici e non di volta in volta, o di luogo in luogo, interpretabili in maniera diversa.


Favorire chi crea lavoro deve infatti essere un obiettivo sempre presente nella mente del legislatore.

lunedì 24 ottobre 2016

E dopo Manet è la volta del Concorso musicale Luigi Nono di Venaria Reale

Della fine che ha fatto la mostra di Manet sappiamo già tutti. Meno nota è la vicenda che interessa un'altro evento culturale, il Concorso internazionale di musica da camera Luigi Nono organizzato ormai da vent'anni dall'Associazione amici per la musica di Venaria Reale.
Per capire l'importanza dell'evento riporto parte del testo pubblicato sul loro sito:


"Tre sono i percorsi seguiti dall’Associazione:
1.   OPPORTUNITA' PER I GIOVANI - Il Concorso è dedicato ai giovani. Un premio speciale, promosso dal Comune di Venaria Reale, viene assegnato al musicista di maggior talento sotto i 20 anni...
2.  ATTENZIONE ALLA MUSICA CONTEMPORANEA - ...Un premio prestigioso è il Premio Novecento, assegnato al miglior esecutore di un brano di musica contemporanea.
3.    ALTISSIMA QUALITA' DEI CONCERTI E DEI PREMIATI - Le commissioni giudicanti sono sempre formate da musicisti di chiara fama: il trio di Torino, il trio Debussy, il trio Arché, il direttore d’orchestra Guido Maria Guida, il maestro Massimo Marin, il maestro Francesco Cipolletta, le prime parti dell’orchestra sinfonica nazionale della Rai, quali il violinista Giuseppe Lercara, il flautista Marco Iorino, la violista di fama internazionale Ula Ulijona Zebriunaite, il direttore d’orchestra, maestro Daniele Giorgi ecc.. Questo contribuisce a garantire un'assoluta imparzialità di giudizio oltre a una sicura qualità dei vincitori e dei premiati. Oltre al Concorso, l’Associazione organizza una STAGIONE MUSICALE, articolata su cinque o sei concerti di musica da camera eseguiti dai vincitori del Concorso oppure da musicisti di primaria importanza nazionale."

Ieri sera però è stato reso noto, nel corso della premiazione finale del concorso, che tale associazione ed il concorso stesso dal prossimo anno non saranno più legati alla città di Venaria Reale. Le motivazioni, come si può sentire nel video, risultano banali e pretestuose.
Dice il Presidente nel corso del suo intervento: "se le persone che hanno convocato le riunioni a quelle riunioni ci fossero venute" e da queste parole si capisce tutto il disprezzo che la giunta pentastellata sta dimostrando verso i cittadini che l'hanno eletta.
Ma non c'è niente di meglio che ascoltare dalla sua voce il commiato da Venaria Reale per comprenderne fino in fondo l'amarezza.
 




Preoccupa a questo punto il parallelismo con quanto sta accadendo a Torino: ovunque vengano eletti i 5star smantellano quanto trovano, prescindendo dalla qualità del prodotto culturale e dalle ricadute che hanno sulla Città e sui cittadini.
Viene da chiedersi se vi sia un disegno, un obiettivo non dichiarato, o se semplicemente - come un certo tipo di bambini ineducati - rompano i giocattoli per il solo fatto di fare dispetto agli altri bambini.