lunedì 10 settembre 2018

Auguri di buon anno scolastico 2018-19!

W la scuola! (Clicca per il video!)

E' iniziato oggi un nuovo anno scolastico. Il Sindaco ed io abbiamo cercato di essere con voi a vivere questa emozione e cercheremo di starvi accanto durante tutto l'anno! Auguri!


sabato 25 agosto 2018

QUALCUNO POTREBBE SPIEGARE A SALVINI E BONGIORNO A COSA SERVE LA COSTITUZIONE?

di Roberto Bin, tratto da www.lacostituzione.info del 24 agosto 2018

Ho ascoltato più volte incredulo la intervista del ministro Bongiorno a La7. Alla domanda “le scelte politiche di Salvini non violano il diritto internazionale”, Giulia Bongiorno ha risposto testualmente: “se c’è una limitazione della libertà che in astratto può sembrare un sequestro, se viene posta in essere per adempiere un dovere, è come si scriminasse il reato”. Immediatamente prima aveva spiegato che “il ministro Salvini in questo momento sta adempiendo al suo dovere di Ministro, e lo sta esercitando con delle scelte politiche, che possono non essere condivise, ma sono scelte di un ministro”.

C’è solo un termine che può descrivere questo pensiero: fascismo. Lo avrebbe potuto esprimere qualche tirapiedi di Mussolini, non già un ministro della Repubblica italiana, che ha giurato fedeltà alla Costituzione nelle mani del Presidente della Repubblica. Perché la Costituzione è stata scritta proprio per questo, per mettere un argine al potere politico, imbrigliarlo in regole, procedure e limiti che servono a proteggere i nostri diritti e le nostre libertà. Il ministro che compie le sue scelte lo può e lo deve fare nell’ambito della Costituzione e delle leggi dello Stato. “In astratto può sembrare un sequestro di persona”: è un’affermazione gravissima, tanto più in bocca a un ministro e tanto più se il ministro è una donna di legge che, si deve ritenere, non parla a vanvera.

La tavola dei diritti costituzionali non a caso inizia dalla libertà personale, che è dichiarata inviolabile e circondata da una garanzia intensissima, che trae l’origine dall’habeas corpus incluso nella Magna Carta (1215). Dice l’art. 13 Cost.: «Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge». Allora, visto che anche alla Bongiorno il trattenere 170 persone su una nave italiana (che è parte del territorio italiano) in un porto italiano sa di sequestro di persona [art. 605 Cod. pen.: «Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni. La pena è della reclusione da uno a dieci anni, se il fatto è commesso… da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni»], potrebbe dirci quale è la legge su cui si basa la “decisione politica” del ministro Salvini? Qual è il dovere inderogabile a cui Salvini sta adempiendo? Nessuna risposta, Bongiorno si limita ad affermare che è una decisione politica con cui Salvini interpreta la sua funzione di ministro. C’è una legge che impone al ministro di comportarsi così? No, è una scelta politica del ministro. Allora la politica prevale sul diritto, le scelte del ministro derogano alla legge e alla Costituzione; l’avvocato penalista Bongiorno le definisce infatti “scriminanti”.

Continua l’art. 13 Cost.: «in casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto». E poi ancora: «è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà».

È inevitabile che qualche procura si stia muovendo, non si può lasciar stracciare la Costituzione da parte di politici inclini a un autoritarismo che non ha precedenti. Se non, appunto, nel fascismo:

“È ricca la mia esperienza di vita di questi sei mesi. Io ho saggiato il Partito. Come per sentire la tempra di certi metalli bisogna batterli con un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini. Ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento quando il vento è infido, scantonano per la tangente. Ho saggiato me stesso. E guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della Nazione. Un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere. Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, ed il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: basta! La misura è colma! L’Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa; gliela daremo con l’amore, se è possibile, o con la forza se sarà necessario.”

Sono le parole pronunciate da Mussolini nel famoso discorso alla Camera dopo il delitto Matteotti, forse troppe per essere contenute in uno dei tweet che Salvini è uso a regalarci. Chi è che diceva che nella storia gli eventi si ripetono sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa?

mercoledì 1 agosto 2018

Dell'abolizione delle domeniche gratuite ai musei


"Il loro valore più importante è stato quello simbolico, perché la gratuità ha detto a tutti gli italiani – e non solo - che le opere d’arte appartengono a tutti coloro che hanno il piacere di fruirne".


Credo che uno dei più importanti doveri di chi fa cultura – o di cultura si occupa – sia l’inclusione. Perché al bello, al profondo, all’ironico, all’apprezzamento della maestria occorre essere iniziati. Chi si occupa di cultura deve quindi avere l’obiettivo di allargare la platea, incontrare nuovi pubblici, parlare linguaggi attrattivi e mai banali, perché la cultura non può essere fine a se stessa ma essere veicolo di trasmissione di messaggi e di accrescimento delle coscienze.

Per questo come amministrazione ci sforziamo di produrre, accompagnare, supportare, promuovere tanti e diversi modi di fare cultura, destinati a pubblici diversi.
Dall’avvicinamento alla lettura dei più piccoli (omaggio ai neonati, attività di gioco per le scuole primarie, attività varie per le famiglie con bambini), ai laboratori di pittura e altre arti figurative per bambini e adulti, alla musica, al canto, alla danza, alle arti circensi, ai corsi per la terza età, a quelli per i diversamente abili, al teatro di figura, alla writers-art, e tanto altro.
Nel nostro piccolo cerchiamo di affiancare coloro che fanno cultura a Grugliasco supportandoli nella comunicazione, aiutandoli a tenere i prezzi bassi, a raggiungere i possibili pubblici in prossimità delle loro case, a creare coscienza e conoscenza dell’importanza del rispetto dei beni pubblici, della storia locale e dei nostri monumenti.
Abbiamo piccole storie da raccontare, piccoli musei da far visitare, piccoli monumenti che sono più importanti per la memoria collettiva che per il valore artistico eppure ci sforziamo di valorizzarli per insegnare ai nostri giovani quanto vissuto, quanta storia e quanta cultura ci sia dietro ognuno di quegli oggetti.
E tentiamo di fare il doppio dello sforzo per raggiungere coloro che non sono avvezzi  alla fruizione dell’arte: andare a teatro, leggere un libro, ascoltare un concerto, guardare un balletto sono infatti momenti di crescita che spesso sono negati a chi ha come priorità, per sé e per i propri figli, il pagamento delle bollette.

Per questo motivo leggere dell’abolizione delle domeniche gratuite ai musei (la prima domenica di ogni mese) è al tempo stesso un dolore e una delusione. Dolore perché chi non ha mai avuto modo di avvicinarsi all’arte non è in grado di apprezzarla e, se non l’apprezza, non deciderà mai di pagare un biglietto per vederla. Delusione perché da chi è, anche istituzionalmente, più grande di te, ti aspetti il buon esempio, la coscienza della missione, il saper vedere la luna e non il dito.

Post scritto 1: certo, delle domeniche gratuite hanno approfittato - giustamente - tante persone che i mezzi per andare al museo li hanno. Ma le storie della vita si incrociano e magari con due universitari interessati al museo entrano due amici che hanno abbandonato la scuola, con la famiglia benestante vengono anche i compagni di classe dei figli che altrimenti non sarebbero entrati in un museo, … e la cultura collettiva cresce. Inoltre chi si sposta per visitare un museo gratuito magari dorme in albergo, mangia una pizza fuori, prende un gelato, paga un taxi, ottimizza le spese insomma, scegliendo la méta con l’attrazione gratuita a quella con l’attrazione a pagamento e così il museo gratuito diventa volano di crescita economica per l’intera comunità.

Post scritto 2: da insegnante di Storia dell’Arte mi sento abbandonata. Non si può pensare che ci siano ragazzi che nella loro vita sono entrati in un museo solo perché “obbligati” dagli insegnanti. E non basta applicare una riduzione per i ragazzi se poi non possono farsi accompagnare dai genitori. 

Post scritto 3: la domenica gratuita non è certo la soluzione alla mancanza di diffusione della cultura delle arti figurative ma, di certo, ne ha costituito, in questi anni, un tassello. Il suo valore più importante è stato quello simbolico, perché la gratuità ha detto a tutti gli italiani – e non solo - che le opere d’arte appartengono a tutti coloro che hanno il piacere di fruirne.

lunedì 29 maggio 2017

11 giugno 2017 - Perchè mi ricandido consigliera comunale a Grugliasco

La prima volta che ho pensato che mi sarebbe piaciuto rendermi utile alla mia città avevo 24 anni e mi ero appena laureata. Negli anni questa idea non mi ha mai abbandonata e, negli ultimi 4 anni, a Grugliasco, ho avuto modo di provare a realizzare questo sogno.

La mia prima elezione in consiglio comunale a Grugliasco la devo ad alcuni amici che hanno avuto fiducia in me. Sedere in quell’aula, affrontare la responsabilità di decidere per i miei concittadini – pur nei limiti delle possibilità concesse ai consiglieri – mi ha fatto capire quando è importante affrontare il ruolo che si ricopre con serietà, cercando di approfondire gli argomenti che di volta in volta si devono affrontare, e che non è concesso a nessuno occuparsi della cosa pubblica senza metterla al primo posto.

Non ci si candida per sfoggiare un titolo – perché i titoli diventano tali solo se li si interpreta con serietà;
non ci si candida per avere una rivalsa sociale – perché è necessario chiedersi cosa noi siamo in grado di dare alla Città e non viceversa;
non ci si candida pensando alla politica come a una fonte di reddito – perché questo porta inevitabilmente a mettere il proprio guadagno davanti all’interesse della collettività.

La più grande delusione che ho avuto dalla politica è dovuta al fatto che troppa gente ha smesso di dare a questa parola il significato alto e nobile che le attribuisco io. Certo, molti hanno deluso. Ma per ogni uomo che ha usato la politica per altri scopi ci sono centinaia di militanti, di dirigenti, di consiglieri ed eletti dei diversi enti, che alla cura della cosa pubblica, alla ricerca di soluzioni che agevolino la vita ai cittadini – soprattutto i più socialmente deboli, hanno sacrificato ore del proprio tempo libero, del tempo da dedicare alla famiglia, e anche risorse economiche e intellettuali.

Ed è per questo che torno a candidarmi. Perché penso che l’impegno e il buon esempio siano in grado di arginare sia la sensazione di sfiducia che si sta diffondendo sia l’insana idea che ci si possa improvvisare amministratore del bene pubblico senza avere la necessaria conoscenza del funzionamento di una città.

Ma la politica non è l’unico modo per contribuire al miglioramento della società. L’ho capito avendo modo di conoscere da vicino le tante associazioni che operano a Grugliasco. L’ho apprezzato perché queste associazioni hanno coinvolto le mie figlie in attività tanto divertenti quanto formative lungo quel percorso di crescita come cittadine che volevo far loro percorrere.
Ed ecco che anche io ho sentito la necessità di impegnarmi in questo senso, coinvolgendo quante più persone possibile su un tema che ho sempre sentito fondamentale: l’emancipazione femminile e il contrasto alla violenza sulle donne.
Nel 2015 ho fondato con alcune amiche il Comitato Se Non Ora, Quando? – Grugliasco. In questi due anni abbiamo lavorato molto, proponendo iniziative per svegliare le coscienze sui temi legati alla violenza di genere, al femminicidio ma anche per esaltare le qualità femminili troppo spesso date per scontate. Il gruppo è cresciuto, trovando anche la collaborazione di associazioni ed istituzioni del territorio.

Come nel 2012 anche in queste elezioni appoggio Roberto Montà, poiché ritengo fondamentale che possa portare a termine le molte cose cominciate in questi cinque anni. Quando si sceglie un sindaco non si sceglie un amico e per questo non si dovrebbe scegliere la persona più simpatica o di aspetto più piacevole, non si dovrebbe neanche scegliere il parente o colui che parla lo stesso dialetto: è necessario chiedersi – come si fa quando si sceglie un medico o un avvocato - chi sia la persona più competente, quella che più di tutte ci assicura la conoscenza dei problemi sapendo proporre soluzioni scevre da ideologismi ma tangibili e realizzabili.
Roberto ha queste caratteristiche ma, nonostante il pragmatismo, non ha perso la capacità di sognare per Grugliasco “il migliore tra i futuri possibili”. L’idea di Città che si evince leggendo il programma elettorale della sua coalizione Scegli Grugliasco è quella di una Città i cui principi ispiratori sono quelli dei cittadini che si fanno comunità proponendo modelli di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibili.
Ho piena fiducia nel suo operato passato e nei progetti che propone per il futuro. Ho voglia di credere che l’impegno e i valori in cui si crede vengano ripagati e che per Grugliasco ciò significhi una ripresa progressiva degli investimenti pubblici e privati e quindi del lavoro e altri cinque anni di buona e lungimirante amministrazione.

Per questo rimetto in gioco le mie energie, per continuare a realizzare il sogno di essere utile alla mia città.